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la terapia come arte

21 aprile 2010

La psicoanalisi non è un mestiere, un ricettario terapeutico, ma è una ricerca di significato ed è collegata alla creatività.

L’equazione analisi=arte è valida nella misura in cui entrambe affondano in quella dimensione nascosta dell’io dove si presuppone si celi la “verità” che sfugge all’indagine razionale e che la chiave per identificarla sia l’empatia, la partecipazione, la vibrazione.

Tutto ciò non è ovviamente misurabile, per questo c’è chi nega alla psicoanalisi la qualifica di “scienza”.

Avere a che fare con le faccende dell’anima, del profondo e anche della poesia, che ha lì le sue radici, presuppone necessariamente una rinuncia all’oggettività, alla misurabilità, che si ritiene debbano costituire la garanzia dell’autenticità della scienza, intesa nel suo senso classico, occidentale.

L’analisi adleriana è un prodotto collettivo a due.

È nella relazione tra analista e analizzato che si verifica qualcosa, ma sicuramente è qualcosa di diverso dalla situazione precedente.

Si “crea” qualcosa: forse un ritorno ai primordi della comunicazione umana, a quella “antica lingua”, che in buona sostanza è la lingua dell’arte. Una comunicazione segnata dalla scoperta insita in ognuno di noi di abbandonarsi alle emozioni dell’altro.

E ancor più profondamente si crea un’opera d’arte, sia pure limitata a due.

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Filed under: alfred adler,psicologia

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