Crea sito

Psicoterapia adleriana – VI puntata: la sessualità; definizione e limiti della sfera psichica sessuale – le fasi evolutive della sessualità

9 giugno 2010

è possibile classificare nei seguenti gruppi gli obiettivi di studio della psicologia sessuale:

  1. ricerca del piacere attraverso la stimolazione degli organi genitali
  2. estensione e trasferimento del piacere in zone erogene extragenitali
  3. comportamento in situazioni (consce od inconsce) di significato erotico-affettivo
  4. perversioni sessuali
  5. compensazioni extra-sessuali di traumi emotivi subiti nell’ambito della vita sessuale
  6. compensazioni sessuali di traumi emotivi subiti nell’ambito della vita extra-sessuale

Le fasi evolutive della sessualità

Come ho rilevato prima, nella critica introduttiva alla concezione freudiana, il neonato e il lattante subiscono esperienze globalmente sensoriali, ma non ancora selettivamente sessuali.

Durante la prima infanzia la maturazione psicologica non esclude una curiosità per le apparenze ed i fenomeni del sesso. Ciò dipende anche molto dal contesto in cui il bambino vive. La progressiva disinibizione sessuale ha prodotto nella psiche infantile l’insorgenza precoce di interessi rivolti a questi temi. Il bambino manifesta la sua volontà di potenza ed autonomia nei confronti degli adulti, ripetendo per imitazione in modo compiaciuto, determinati gesti o parole. L’ambiente e la sua struttura offrono i temi e i tabù al successivo evolversi della situazione.

Durante la cosiddetta “fase edipica”  il bambino affronta il padre in modo ambivalente, tanto come un modello di identificazione quanto come un rivale che stimola la sua competizione; la madre rappresenta invece un rifugio protettivo con tutte le caratteristiche della femminilità.

Per la bambina la situazione è specularmente rovesciata.

La componente sessuale di questo complesso fenomeno è minima, tranne poche eccezioni.

Nell’età successiva che prepara ed accompagna la crisi evolutiva puberale, la curiosità per i fenomeni del sesso si fa più spiccata e consapevole. Ciò si fonda su due ordini di esigenze:

  1. quelle derivanti dal vero e proprio istinto sessuale
  2. quelle generate dal confronto competitivo con i compagni

Le esperienze vissute in questa età lasciano spesso tracce durature nella personalità e negli schemi comportamentali dell’individuo.

Le prime esperienze sessuali degli adolescenti sono ancor oggi largamente, ma non esclusivamente, rappresentate dalla masturbazione. E’ importante rilevare come la pratica dell’onanismo oltre a liberare impulsi che nascono da fattori ormonali libera anche l’aggressività contenuta e accumulata in seguito a traumi di altra origine, genericamente sociale. Se la masturbazione come fenomeno transitorio può essere considerata come una tappa fisiologica dell’evoluzione sessuale, il suo perdurare ostinato deve essere valutato quasi sempre come compensazione nevrotica, che sostituisce la più impegnativa ricerca di un partner.

Nell’attuale civiltà sono sempre più frequenti i rapporti sessuali tra giovanissimi. Ciò è dovuto sia ad una più precoce maturazione sessuale somatica e psicologica e dalla massa di informazioni che la società elargisce alle nuove generazioni, sia all’influenza determinante del “gruppo”. Gioca ancora un ruolo determinante il confronto e la competizione con i compagni. Che l’iniziazione  sia talora stimolata più da influenze sociali che sessuali è provato dal fatto che molti ragazzi e ragazze riportano un’impressione di insoddisfazione o di indifferenza dalle prime esperienze erotiche affrontate per puro adeguamento.

La componente affettivo – emotiva nei rapporti fra i sessi genera ripercussioni determinanti nella formazione della personalità. Una serie di insuccessi in campo amoroso, con implicazioni sessuali, ma anche più semplicemente sociali, tendono a provocare compensazioni comportamentali di varia entità e durata. Al contrario le affermazioni in questo settore possono compensare scacchi e umiliazioni subiti nel campo dello studio o del lavoro.

Da un punto di vista psicologico (non fisiologico) la maturità sessuale si raggiunge dopo un certo numero di esperienze positive, tali da condizionare con sicurezza il comportamento. L’età in cui ciò si verifica risente di svariati fattori, di origine soprattutto educativa ed ambientale. Che il comportamento sessuale sia rigidamente prestabilito  dagli avvenimenti etraumi dell’infanzia e dell’adolescenza è un luogo comune solo parzialmente valido. Certo la maggioranza degli uomini e delle donne si affaccia alla maturità con degli schemi ben radicati. Esistono però casi in cui la maturità è più o meno notevolmente ritardata. Fatti e traumi successivi possono inoltre sovvertire in senso positivo o negativo una situazione che appare stabilizzata. E’ questa una realtà facilmente dimostrabile, anche se contrasta con alcuni dogmi della psicologia freudiana.

altri articoli sulla psicologia adleriana

delicious | digg | reddit | facebook | technorati | stumbleupon | savetheurl

Filed under: alfred adler,psicologia

Tag:, , , , , , , , , ,

Lascia un commento

, (Hidden)

*

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TrackBack URL  |  RSS feed for comments on this post.


Studio Medico-Psicologico - Sanremo
Psicologi Imperia