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antonio tabucchi – sostiene pereira – pentimento

26 marzo 2012

“Per quanto mi concerne, io credo che il pentimento sia una forma molto sana di approfondimento psicologico. Credo che nella vita ci si debba pentire.Nessuno nasce e muore nello stesso modo. Mi fanno impressione le persone che non si pentono mai perché hanno delle convinzioni fortissime e possono essere pericolose e prevaricatrici. Chi sa pentirsi, invece, ha un animo più largo e disponibile alle cose inaspettate. È bello cambiare atteggiamento nei confronti del reale, degli altri e a volte anche cambiare opinione. Se, per esempio, domani sentissi la necessità, l’impulso, la forza di parlare dei gerani del mio giardino, che sono creature viventi e meritano la nostra attenzione, lo farei molto volentieri.”

“Pereira nel mio romanzo sta cambiando pelle. La sua crisi in termini psicanalitici è semplicemente l’elaborazione di un lutto: quello del suo passato. Egli si pente della propria vita perché si accorge di non essersi mai proiettato verso il futuro. Questo, evidentemente, produce in lui rimorso e rimpianto. E cioè saudade: nostalgia per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato”

da Parola d’autore di Michele Trecca (Argo 1995)

 

Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avrete fatto, ma di quelle che non avrete fatto. Mark Twain

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Filed under: pensiamoci

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