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Lontani dal FRASTUONO L’attenzione come atto creativo.

27 novembre 2016

L’attenzione come atto creativo
I pericoli della coppia (e non solo)

IL FRASTUONO CHE AMMALA

img_2490La nostra società è caratterizzata da un rumore di fondo assordante. Non è solo acustico.
È un bombardamento continuo di stimoli che riguarda tutti i sensi e condiziona lo stile di vita.
È un frastuono disorientante che ipnotizza, stordisce, angoscia e plagia.
Ci allontana dal nostro “centro”, ci toglie libertà e salute.

FUTILITÀ ASSORDANTE

Il risultato di ciò è la ricerca affannosa di cose futili che diventano importanti. Entrano subdolamente strisciando

sotto la pelle della  coscienza e impediscono di ascoltare l’essenziale. Si smarrisce così il contatto con se stessi, l’identità, il senso della vita.
I rapporti umani si svuotano, sono banalizzati e “cosificati”. Viene introdotta una dimensione di inesorabile solitudine, di costante tensione verso mete fittizie e falsi valori, forieri di ulteriori frustrazioni, insicurezza, disorientamento, paure, fobie, ansie ed ossessioni.

SOLITUDINE

SOLITUDINE

Si perde l’interesse per chi ci sta vicino, e ci si concentra su se stessi.
Si è vicini fisicamente, ma in realtà si è ancora più soli.
Si perdono di vista le cose importanti per inseguire falsi miti, e si perde la capacità di cogliere i valori autentici. Così l’attenzione per chi ci sta vicino si attenua

COPPIA, SOLITUDINE A DUE

Nell’ambito del rapporto a due si orientano discussioni e dialoghi su cose esterne alla coppia ed aumenta il senso di frustrazione. Poi iniziano i silenzi, si dà tutto per scontato, non c’è più niente da dire. Non ci si sente più oggetto di interesse né importa più continuare a scoprire l’altro/a.
Si interrompe il processo di crescita della coppia, ci si sclerotizza, ci si fissa …e la coppia muore.
Il non detto, molto più che le discussioni e i confronti, determina crepe nella relazione che si allargano in modo inesorabile. Combattere questo silenzio significa trovare parole che si accorgano dell’altro e che parlino di “noi” e non solo (come scrisse Thomas More) di quella cosa troppo invadente che si chiama “IO”.

NO ALLA DIPENDENZA

DIPENDENZAUn altro rischio è la coppia apparentemente felice, ma fondata sulla dipendenza reciproca. È un esempio di coppia involuta, statica, tombale. Una fabbrica di infelicità e di figli infelici dietro l’ipocrita facciata di famiglia esemplare.
Si fonda su un amore fusionale, regressivo, in cui ci si sente per così dire, il prolungamento ( o il completamento) l’uno dell’altro.
Risponde a questa formula: “ti amo perché ho bisogno di te” che è molto lontana, anzi agli antipodi, dall’espressione più evoluta “ho bisogno di te perché ti amo” , pensateci… ( come dirò più sotto, per arrivare a ciò bisogna prima imparare ad amare, cominciando da se stessi)

KAHLIL GIBRAN

Kahlil Gibran ammoniva: “ vi sia spazio nella vostra unione e tra voi danzino i venti dei cieli… ”.
e ancora : “riempitevi l’un l’altro le coppe ma non bevete da un’unica coppa.
… cantate e danzate insieme e siate allegri, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale…
donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro.
… e state uniti, ma non troppo vicini: le colonne del tempio si ergono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”

ATTENZIONE ATTO CREATIVO

Sorprenderà scoprire che l’attenzione può diventare un atto creativo che permette di vedere l’altro ogni volta nuovo e che la confidenza aumenta e non riduce il fascino della scoperta.
Come succede ad un esploratore o ad un ricercatore si vedrà che le cose che sembrano essere conosciute bene e risapute sanno riservare sorprese inaspettate. Ma come accade per l’esploratore e il ricercatore è indispensabile che la ricerca sia sostenuta da autentico interesse, ardente passione e amore sincero.
Il mio augurio per ogni coppia di qualsiasi età è che il loro amore muoia e rinasca ogni giorno e che ogni giorno sia per ciascuno nello stesso tempo riconoscimento e scoperta.

IL VIAGGIO DENTRO SE STESSI E IL “SANO EGOISMO”

Viaggio interioreSi intuisce l’importanza di acquisire gli strumenti per riappropriarsi della propria vita, riuscendo a riconoscere gli autentici valori che devono orientare pensieri ed azioni. Orientandoli al raggiungimento di un solidale sentimento sociale ed, infine, scoprendo il senso vero della vita.
Per fare ciò è importante partire da un atto di “sano egoismo” , occorre partire, cioè, dall’attenzione verso se stessi. Nessuno potrà mai avere un rapporto autentico con gli altri (né tantomeno un amore vero) se non inizia ad accorgersi di sé ed ad amare se stesso in modo sano.

NARCISISMO E EGOCENTRISMO

Non parliamo qui dello stupido narcisismo né dell’ottuso egocentrismo. Essi sono tra i mali peggiori del nostro tempo, enfatizzano l’ego, ipertrofizzandolo; sono patetici, patologici e permeati di volgarità. Chi crede che volersi bene sia pensare solo a se stesso è solo un idiota inconsapevole.
Chi invece crede che volere bene a se stessi significhi sapersi mettere in discussione, alla ricerca della propria verità, voler crescere sempre, e riempire ogni gesto della propria vita di significato, allora quello saprà amare se stesso e, di conseguenza, porsi nel modo giusto anche con il prossimo.

UN ATTO DI CORAGGIO

CoraggioLa vera vita inizia sempre con un atto di coraggio. Decidere di intraprendere un percorso che porti a liberarsi dei propri mostri interiori richiede consapevolezza, impegno e determinazione.
Non bisogna aver timore del cambiamento, ma essere disposti a guardare in faccia le nostre paure.
La psicoterapia ad orientamento adleriano integrata in senso olistico è una proposta rivoluzionaria che mette di fronte alle proprie responsabilità, che indica la via e migliora in modo decisivo lo stile di vita.
Richiede disponibilità all’introspezione, a fare emergere il rimosso, per riorientare la propria vita verso un’autentica felicità.
Elimina le storture mentali indotte dall’ambiente e dal contesto di vita, che creano disagio e sono la premessa di malattie anche gravi. Permette infine di scoprire gli strumenti di autoguarigione che ciascuno possiede e di diventare medico di se stesso.

Così, partendo da un atto di coraggio e nello stesso tempo di umiltà, accettando la mano di una guida esperta, potremo ritrovare i valori che danno senso alla vita e condividerli con chi amiamo.

leggi anche:

Body-mind psychotherapy. Terapia integrata ad approccio psicocorporeo

la body-mind psychotherapy come arte

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Filed under: alfred adler,pensiamoci,Psichiatria

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