Crea sito

Consigli per difendersi dal tumore

25 aprile 2009

Quando parliamo di salute ci riferiamo ad un diritto che consiste in  uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia” Questo recita la costituzione dell’OMS (organizzazione mondiale della sanità).

Questo principio assegna agli Stati e alle loro articolazioni compiti che vanno ben al di là della semplice gestione di un sistema sanitario. Essi dovrebbero farsi carico di individuare e cercare, tramite opportune alleanze, di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al contempo quelli favorevoli. In tale contesto, la salute viene considerata più un mezzo che un fine e può essere definita come una risorsa di vita quotidiana che consente alle persone di condurre una vita produttiva a livello individuale, sociale ed economico.

Uno stile di vita  è sano se è orientato verso dei Valori . Accanto a quelli che riguardano gli aspetti morali e sociali vi sono quelli che riguardano gli aspetti  fisici. Alfred Adler prima ancora di diventare un gigante nel campo della psicologia, fu il primo studioso che pubblicò uno studio sulla medicina sociale (oggi si definirebbe “del lavoro”) con la monografia “Indagine sulla salute dei sarti”  apparsa nel 1989. Si tratta di un’opera di medicina sociale in cui l’Autore dimostra come le malattie non siano causate solo da microbi o da veleni, ma anche dal contesto fisico, (il luogo) in cui si svolge il lavoro, dai mezzi a disposizione, dalle caratteristiche dell’ambiente, dal tempo impiegato, dalle pressioni economiche. Come esiste una responsabilità sociale nella tutela della salute è altrettanto importante la responsabilità individuale, perchè la salute deve essere considerato un bene collettivo come recita anche l’art. 32 della Costituzione Italiana:”La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”

 E’ pertanto un dovere individuale e sociale essere informati ed orientare, nei limiti del possibile, la nostra condotta di vita verso modelli coerenti con la tutela della salute così come l’OMS l’ha definita. Essendo il cancro una delle piaghe sociali del nostro tempo, riporto in sintesi le più recenti indicazioni che la ricerca scientifica fornisce perchè ognuno di noi possa essere attivamente responsabilizzato nella sua prevenzione.

Un volume del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF) su alimentazione e tumore individua dieci regole per prevenire il cancro. Sono i risultati più solidi che la ricerca scientifica ha ottenuto fino a oggi. .

Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF), la cui missione è di promuovere la prevenzione primaria dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione della conoscenza sulle loro cause, ha concluso un’opera di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto fra alimentazione e tumori. Vi hanno contribuito oltre 150 ricercatori, epidemiologi e biologi, di circa cinquanta centri di ricerca fra i più prestigiosi del mondo.

Il volume, disponibile su questo sito, è molto prudente nelle conclusioni, che si riassumono in 10 raccomandazioni. Sono i risultati più solidi che la ricerca scientifica ha ottenuto fino a oggi.

1. Mantenersi snelli per tutta la vita. Per conoscere se il proprio peso è in un intervallo accettabile è utile calcolare l’Indice di massa corporea (BMI = peso in Kg diviso per l’altezza in metri elevata al quadrato: ad esempio una persona che pesa 70 kg ed è alta 1,74 ha un BMI = 70 / (1,74 x 1,74) = 23,1.), che dovrebbe rimanere verso il basso dell’intervallo considerato normale (fra 18,5 e 24,9 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità).

2. Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni. In pratica è sufficiente un impegno fisico pari a una camminata veloce per almeno mezz’ora al giorno; man mano che ci si sentirà più in forma, però, sarà utile prolungare l’esercizio fisico fino ad un’ora o praticare uno sport o un lavoro più impegnativo. L’uso dell’auto per gli spostamenti e il tempo passato a guardare la televisione sono i principali fattori che favoriscono la sedentarietà nelle popolazioni urbane.

3. Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate. Sono generalmente ad alta densità calorica i cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati, che contengono elevate quantità di zucchero e grassi, quali i cibi comunemente serviti nei fast food. Si noti la differenza fra “limitare” ed “evitare”. Se occasionalmente si può mangiare un cibo molto grasso o zuccherato, ma mai quotidianamente, l’uso di bevande gassate e zuccherate è invece da evitare, anche perché forniscono abbondanti calorie senza aumentare il senso di sazietà.

4. Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta. Sommando verdure e frutta sono raccomandate almeno cinque porzioni al giorno (per circa 600g); si noti fra le verdure non devono essere contate le patate.

5. Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate. Le carni rosse comprendono le carni ovine, suine e bovine, compreso il vitello. Non sono raccomandate, ma per chi è abituato a mangiarne si raccomanda di non superare i 500 grammi alla settimana. Si noti la differenza fra il termine di “limitare” (per le carni rosse) e di “evitare” (per le carni conservate, comprendenti ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel), per le quali non si può dire che vi sia un limite al di sotto del quale probabilmente non vi sia rischio.

6. Limitare il consumo di bevande alcoliche. Non sono raccomandate, ma per chi ne consuma si raccomanda di limitarsi ad una quantità pari ad un bicchiere di vino (da 120 ml) al giorno per le donne e due per gli uomini, solamente durante i pasti. La quantità di alcol contenuta in un bicchiere di vino è circa pari a quella contenuta in una lattina di birra e in un bicchierino di un distillato o di un liquore.

7. Limitare il consumo di sale (non più di 5 g al giorno) e di cibi conservati sotto sale. Evitare cibi contaminati da muffe (in particolare cereali e legumi). Assicurarsi quindi del buon stato di conservazione dei cereali e dei legumi che si acquistano, ed evitare di conservarli in ambienti caldi ed umidi.

8. Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo. Di qui l’importanza della varietà. L’assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la prevenzione del cancro è invece sconsigliata.

9. Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi.

10. Nei limiti dei pochi studi disponibili sulla prevenzione delle recidive, le raccomandazioni per la prevenzione alimentare del cancro valgono anche per chi si è già ammalato.

Ultimo consiglio: non fare mai uso di tabacco.

delicious | digg | reddit | facebook | technorati | stumbleupon | savetheurl

Filed under: benessere

Tag:, , ,

Lascia un commento

, (Hidden)

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TrackBack URL  |  RSS feed for comments on this post.