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non è un telefonino è un blackberry – il trionfo del nulla

21 maggio 2009

Ormai non ci si fa più caso, il cafonal trionfa, questo ne è uno dei tanti esempi.

L’ “onorevole” Ravetto (che si comporta in una trasmissione televisiva, come certi alunni che si fanno passare il compito tramite sms) invece di vergognarsi sottolinea che il suo non è un telefonino, bensì nientepopodimenoché un blackberry! come dire non è un orologio è un rolex! non è un auto è una ferrari!

Non ci si vergogna più. oggi ciò che conta è l’esibizione. Come scrive oggi Belpoliti sulla Stampa oggi la vergogna, ma anche il pudore, non costituisce più un freno al trionfo dell’esibizionismo, al voyeurismo, sia tra la gente comune come nelle classi dirigenti.

La perdita di valore della vergogna corrisponde alla idealizzazione del banale e dell’insignificante. Lo sguardo ammirato di molti si rivolge non più a persone di rilievo morale o intellettuale, bensì a uomini e donne modesti, anonimi, assolutamente identici all’uomo della strada o alla donna della porta accanto. Un tratto che evidenzia il processo di omologazione in corso nelle società fondate sulla democrazia dei consumi.  La vergogna, ci raccontano gli psicoanalisti, è diventata un tabù. O meglio, si è trasformata in vergogna-di-non-aver-successo, di essere nessuno. Ha scritto uno psicologo che la nostra vergogna contemporanea consiste nel sentimento del fallimento della propria esibizione.

Questo si cerca oggi: apparire, mettersi in mostra (grande fratello etc. etc. docet). Un mondo sempre più di plastica ed inesppressivo in cui l’unica cosa che trionfa è il nulla. (mondo meravigliosamente descritto dalle opere di Andy Warhol)

E oggi l’unica cosa di cui ci si vergogna è la vergogna!

definizione di pudore

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Filed under: pensiamoci

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1 commento Lascia un commento

  • 1. Fra  |  5 aprile 2012 alle 17:37

    Sono capitato per caso nel tuo blog…e per fortuna,dal momento che dici delle cose giustissime ed illuminanti! E’ da un po’ di tempo che rifletto sui modelli e sui miti che la società di oggi ci offre e di come questi ci portino (se siamo individui minimamente intelligenti e sensibili) ad una visione distorta del reale e anche ad una sorta di schizofrenia: noi sappiamo (la letteratura,i buoni genitori,ma anche se vogliamo il semplice buon senso) che i valori da coltivare dovrebbero essere la conoscenza,la moderazione,l’altruismo,la sensibilità per i problemi di chi ci sta accanto,il rispetto per la famiglia,e cresciamo con il sogno che il vero amore e la vera amicizia esistano veramente…Ed invece,non appena raggiungiamo l’età in cui si entra in contatto con il mondo,ci ritroviamo in una realtà che premia gli stronzi,i cinici,i prepotenti,quelli che se ne sbattono,che non provano emozioni,che pensano solo a se stessi e a fregare gli altri; una realtà che premia la bellezza e l’eleganza, invece che l’intelligenza e la cultura. E tutto ciò mentre le istituzioni inneggiano all’istruzione,alla ricerca,alla cultura. Forse mi sono lasciato un po’ andare e ho fatto un discorso un po’ confuso…Il nocciolo comunque mi sembra che sia chiaro: questa società promuove dei valori e dei modelli totalmente sbagliati,che ci portano a vivere nell’ignoranza e a non dare importanza alle cose veramente importanti…come dici tu,una società in cui trionfa il nulla,l’inutile,il superfluo.

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