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ATTENZIONE! Il narcisista è incapace di amare. Se vi rendete conto di avere a che fare con una personalità narcisistica scappate il più lontano possibile

9 giugno 2009

narciso1Chi è il narcisista?

Anche se spesso è un uomo di successo, è il perdente per antonomasia, colui che soffre inutilmente e si crea da solo la sofferenza.

È affetto da un disturbo della personalità che origina da cause sia psicologiche sia culturali. Egli da un punto di vista psicologico manifesta un eccessivo  investimento sulla propria immagine a danno della sua vera identità.

Sul piano culturale è la conseguenza di una società che ha perso i valori ed il senso di umanità.

La società narcisista si fonda su valori fittizi e desideri effimeri. È molto egocentrica e basata sull’immagine. In essa, come ebbe a dire Alexander Lowen “conta di più la ricchezza che la saggezza” , l’apparire e l’avere piuttosto che l’essere.

Il narcisista deve essere sempre considerato il migliore ed ha l’aspettativa magica che tutto avvenga secondo i propri desideri autocentrati. Non sopporta la frustrazione né le critiche, cerca sempre una conferma, è insicuro e nello stesso tempo arrogante.

Poiché è innamorato di sé, nega i propri difetti ed errori, diventa cinico, manipolatorio e incapace di amare. Si può definire un vampiro affettivo e innamorarsi di lui/lei è molto pericoloso e porta a devastanti sofferenze. 

In pratica l’ideale dell’io del narcisista è troppo elevato ed irraggiungibile. Si crea così un vuoto angosciante ed il soggetto incomincia ad identificare se stesso a come vorrebbe essere e negare ciò che è; si sente condannato a piacere per piacersi. Coltiva un mondo ideale ed è lontano dal mondo reale e diventa molto aggressivo quando sente minacciata l’immagine che ha dato di sé agli altri.

La psicoterapia adleriana che propone una visione della vita orientata verso valori, e che si fonda su una relazione terapeuta-paziente calda e collaborativa è l’approccio ideale a questi disturbi perché permette al paziente di scoprire una dimensione spirituale e solidale che si contrappone ai falsi miti che rappresentano l’ostacolo attualmente più evidente ad una evoluzione armonica dell’uomo e della società e permette altresì di recuperare il sentimento sociale e la capacità di amare e con essi il senso della vita.

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Filed under: psicologia

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2 Comments Lascia un commento

  • 1. Gisella  |  22 agosto 2009 alle 23:05

    Abito a udine, lui in sicilia. un anno fa, subito dopo il primo week end insieme, scopro di aspettare un figlio da lui. Apparentemente è bellissimo: lui infatti è uno stilista, un ex top model negli anni 90. Ma da stilista ha un nome d’arte e il suo vero nome non vuole dirmelo. Lui vuole assolutamente il figlio ma io mi sento in un buco nero: vuole che io mi lasci tutta la mia vita alle spalle e che vada a partorire lì, a caltanissetta. Intanto comincio a dargli i primi soldi dato che la sua azienda è in difficoltà e lo amo. Telefonate su telefonate. Scoprendo il suo vero nome scopro che anni prima è stato arrestato per stalking; c’è qualcosa di macabro in lui e decido, con un dolore che non potrò mai alleviare, di interrompere al terzo mese questa gravidanza. Ma lo amo ancora, povera stupida! Lui crede che io abbia perso il figlio in modo naturale… continuo a sentirlo giorno per giorno. Essendo agente immobiliare affermata il mio impegno sul lavoro comincia a vacillare… lui mi chiede di andare da lui qualche giorno per abbracciarci e io prendo l’aereo da un giorno all’altro con dentro la valigia solo i cambi per qualche giorno. Arrivo da lui: la sua realtà è spettrale: vive in una vecchia casa freddissima, con i muri dipinti di rosso sangue, alcune piastrelle non ci sono, rimosse istericamente in precedenza, in cucina l’acqua non c’è… c’è una pompa d’acqua come quella per bagnare l’orto… una moltagna di piatti sudici dimenticati lì da mesi…. un incubo. Lui, guardandomi mi ha chiesto: *** per favore aiutami tu, ed io, troppo buona e generosa col prossimo, mi sono rimboccata le maniche e l’ho aiutato nella risalita della sua vita. Povera me. Mi sono fermata da lui sei mesi, lottando ogni giorno contro la sua malattia narcisistica che ancora non sapevo cosa fosse. La sua azienda è solo un fardello nella notte. Ho speso tutti i miei guadagni per lui, per vivere, per mangiare, perso il mio lavoro. Poi i miei genitori mi hanno “salvata” , inventandosi una malattia irreversibile di mio padre per farmi tornare. Ma io volevo tornare ancora prima, ma lui non voleva. Mi minacciava psicologicamente in tutte le maniere. Poi, i primi di giugno sono tornata a casa mia. Non so ancora dove sono e quasi che giorno sia, sono distrutta. Ha vinto 4 oscar prima di essere arrestato per stalking. Sono proprio capitata male. Penso di essere stata molto fortunata: credo fermamente che mi avrebbe uccisa entro poco tempo: e io lo sapevo. Certo che noi donne siamo delle povere inconsapevoli.

  • 2. antonello  |  5 settembre 2011 alle 14:55

    Leggo ora la tua storia.. a me viene piuttosto in mente sul PERCHE’ tu ti sia innamorata proprio di lui.. sai credo proprio che su queste cose ci sia ben poco di casuale.

    Comunque, complimenti per essere riuscita a venirne fuori.

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