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la teoria delle finestre rotte

finestra rottaNel 1969, presso l’Università di Stanford (USA), il professor Philip Zimbardo ha condotto un esperimento di psicologia sociale. Lasciò due auto abbandonata in strada, due automobili identiche, la stessa marca, modello e colore. Una l’ ha lasciata nel Bronx, quindi una zona povera e conflittuale di New York ; l’altra a Palo Alto, una zona ricca e tranquilla della California. Due identiche auto abbandonate, due quartieri con popolazioni molto diverse e un team di specialisti in psicologia sociale, a studiare il comportamento delle persone in ciascun sito.

Si è scoperto che l’automobile abbandonata nel Bronx ha cominciato ad essere smantellato in poche ore. Ha perso le ruote, il motore, specchi, la radio, ecc. Tutti i materiali che potevano essere utilizzati sono stati presi, e quelli non utilizzabili sono stati distrutti. Dall’altra parte , l’automobile abbandonata a Palo Alto, è rimasta intatta.

È comune attribuire le cause del crimine alla povertà. Attribuzione nella quale si trovano d’accordo le ideologie più conservatrici (destra e sinistra). Tuttavia, l’esperimento in questione non finì lì: quando la vettura abbandonata nel Bronx fu demolita e quella a Palo Alto dopo una settimana era ancora illesa, i ricercatori decisero di rompere un vetro della vettura a Palo Alto, California. Il risultato fu che scoppiò lo stesso processo, come nel Bronx di New York : furto, violenza e vandalismo ridussero il veicolo nello stesso stato come era accaduto nel Bronx.

Perchè il vetro rotto in una macchina abbandonata in un quartiere presumibilmente sicuro è in grado di provocare un processo criminale?

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Lascia un commento 7 ottobre 2014

Il reazionario Paul Verlaine

verlaineE’ uscito oggi un interessante articolo di Giuseppe Montesano in occasione della pubblicazione in Italia di un inedito di Verlaine, personaggio ricco di contraddizioni “maledetto”, violento, reazionario, ma poeta sublime,  discreto, dolce e musicale. In questo articolo Montesano si chiede se siano state le dispute politiche a separare gli amanti e poeti Paul Verlaine e Arthur Rimbaud. Verlaine chiamava l’adorato Rimbaud il suo “micetto biondo”, gli scriveva cose come: «ancora indegno striscio verso di te, montami sopra e calpestami…», si era fatto trafiggere il polso con un coltello da Arthur, aveva scritto con lui poesie oscene irriferibili, e, per mantenere il ragazzo dagli occhi azzurri che si rifiutava categoricamente di lavorare, il lussurioso Paul aveva costretto sua madre a dissipare in pochi anni qualcosa come settantamila euro di oggi: un amore così poteva finire (altro…)

2 Comments 3 aprile 2013

La figura del padre oggi, una riflessione psicoanalitica «Ciò che hai ereditato dai padri, riconquistalo, se vuoi possederlo davvero» Il complesso di Telemaco

Da tempo si discute sulla funzione dei padri oggi. Spesso si sottolinea la loro difficoltà a sostenere la propria funzione educativa. In molte situazioni i padri latitano, si sono eclissati o sono divenuti compagni di giochi dei loro figli.

Altri ci sono, ma il loro ruolo sta cambiando.

Gli psicanalisti hanno, da Freud in poi parlato, di “complesso edipico” che ruotava attorno alla dinamica del conflitto tra le generazioni, tra padri e figli.

Oggi lo psicanalista Massimo Recalcati ci apre una nuova ed interessante prospettiva, evoca “la figura omerica di (altro…)

Lascia un commento 20 marzo 2013

life’s for sharing

flashmob musicale

Lascia un commento 10 febbraio 2013

il consumo di cioccolata è correlato con la probabilità di vincere il premio Nobel

 

Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista New England Jornal of Medicine riporta come il consumo pro capite di cioccolata sia strettamente correlato al numero di premi Nobel per 10 milioni di abitanti in 23 paesi (r=0,791, p<0.0001).

L’autore stima che se ogni cittadino di un paese mangiasse 0,4 Kg di cioccolata in più all’anno, quel paese potrebbe ottenere un premio Nobel ogni 10 milioni di abitanti in più.Guida la classifica la Svizzera con un consumo di 11 kg di cioccolata pro capite all’anno e circa 32 premi Nobel per 10 milioni di abitanti; seguono Austria, Danimarca e Norvegia con circa 9 kg di cioccolata e 27 premi Nobel. In Italia, come in Polonia e Spagna, si consumano circa 4 Kg di cioccolato a testa all’anno e contiamo circa 4 premi Nobel per 10 milioni di abitanti. (altro…)

Lascia un commento 23 novembre 2012

Il nostro primo obiettivo nella vita è aiutare gli altri. Se non puoi aiutarli almeno non ferirli

ho letto questa mattina su “pubblico” un’intervista bellissima ad Aldo Busi, delicata, accorata, tragica che si potrebbe riassumere con questa frase sublime «Non ci vuole poi molto a essere dei bravi pedagoghi: invece di strappare i suoni che vuoi tu con il rischio di avere in risposta le urla sincopate di una persona in gabbia, resti in ascolto dell’umanità per come è ed è fatta»Lo scrittore: «Sono i parlamentari che si dovrebbero impiccare nella tromba delle scale, e invece lo fanno i ragazzini di 15 anni»

«Voglio dare un nome e un volto a quel ragazzo che metteva lo smalto «Sento la sua solitudine, sento i suoi passi a distanza». E poi Aldo Busi si commuove. Il dolore e lo sgomento dell’intellettuale più irriverente d’Italia è forte e si condensa in poche parole sussurrate. Parole che vorrebbe urlare al mondo come ha sempre fatto, ma che in questa occasione risultano accorate e dolci, come farebbe un padre o una madre che piangono il proprio figlio, un maestro di vita che piange un discepolo prediletto. (altro…)

Lascia un commento 23 novembre 2012

Piromani, stupratori e sfregiatori di donne

incendio, fuoco ho letto un articolo di michele serra (l’amaca del 26/08 di repubblica) che esprime in modo sintetico e chiaro il senso una riflessione che condivido e propongo.

Dalle molte inchieste sugli incendi che devastano il Paese esce un dato statistico implacabile, e veramente impressionante. Esistono i piromani, non esistono le piromani. Dare fuoco a un bosco, a un campo, a un pezzo di mondo, e calcinarlo così da renderlo sterile per molti anni, è una prerogativa esclusivamente maschile. Le donne in genere commettono molti meno reati degli uomini, pur essendo la metà abbondante del genere umano. Possono macchiarsi di crimini anche efferati (per esempio uccidere, anche se non serialmente). (altro…)

Lascia un commento 27 agosto 2012

antonio tabucchi – sostiene pereira – pentimento

“Per quanto mi concerne, io credo che il pentimento sia una forma molto sana di approfondimento psicologico. Credo che nella vita ci si debba pentire.Nessuno nasce e muore nello stesso modo. Mi fanno impressione le persone che non si pentono mai perché hanno delle convinzioni fortissime e possono essere pericolose e prevaricatrici. Chi sa pentirsi, invece, ha un animo più largo e disponibile alle cose inaspettate. È bello cambiare atteggiamento nei confronti del reale, degli altri e a volte anche cambiare opinione. Se, per esempio, domani sentissi la necessità, l’impulso, la forza di parlare dei gerani del mio giardino, che sono creature viventi e meritano la nostra attenzione, lo farei molto volentieri.”

“Pereira nel mio romanzo sta cambiando pelle. La sua crisi in termini psicanalitici è semplicemente l’elaborazione di un lutto: quello del suo passato. Egli si pente della propria vita perché si accorge di non essersi mai proiettato verso il futuro. Questo, evidentemente, produce in lui rimorso e rimpianto. E cioè saudade: nostalgia per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato”

da Parola d’autore di Michele Trecca (Argo 1995)

 

Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avrete fatto, ma di quelle che non avrete fatto. Mark Twain

Lascia un commento 26 marzo 2012

Posso scrivere i versi più tristi stanotte

 

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

 

Scrivere, per esempio. “La notte è stellata,

e tremano, azzurri, gli astri in lontananza”.

E il vento della notte gira nel cielo e canta. (altro…)

1 commento 21 marzo 2012

Basta con i safari umani. Umiliano le tribù

Vi propongo un articolo che dovrebbe fare pensare a come un certo tipo di turismo sia irrispettoso, volgare, voyeristico e pseudoculturale.

«Ci sono diversi tipi di turisti, ma quelli che prima di tutto pensano alle foto sensazionali da mostrare agli amici sono il 40 per cento. Sono i più difficili e spesso pericolosi». Così la pensa Juergen Polte, tour operator tedesco che da vent’anni viaggia in India e in tutta l’Asia ad accompagnare gruppi e singoli in cerca di esotico, o di avventura, su terreni poco battuti dal turismo di massa. Lei sa che i due italiani rapiti sono sospettati di aver fotografato delle donne che si bagnavano al fiume? «Sì, ma non posso credere che sia questa la ragione del sequestro. Uno di loro è una guida che conosce bene quelle zone, conosce e rispetta le regole. (altro…)

Lascia un commento 20 marzo 2012

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